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Aeroporto Marina di Campo

Noi della 4A indirizzo Turismo dell’ITCG “Giuseppe Cerboni” di Portoferraio, all’isola d’Elba, abbiamo deciso di provare a essere cittadini consapevoli, monitorando un progetto finanziato con fondi pubblici. Così, ne abbiamo preso in esame uno che riteniamo fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio: l’Elba infatti vive in buona parte di turismo e l’aeroporto è il nodo centrale perché l’isola possa conquistare il posto che merita in un’offerta su scala internazionale di destinazioni turistiche sempre più competitive e appetibili. Ecco perché abbiamo scelto di analizzare un consistente finanziamento ricevuto per interventi di potenziamento e adeguamento dell’aeroporto “Teseo Tesei” di Marina di Campo (LI): si tratta di un notevole importo, 2.600.000 euro, stanziato all'81% dalla Regione Toscana e in misura minore dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. 

Partendo dalla necessità di capire meglio le dinamiche dei flussi e delle potenzialità turistiche, abbiamo inizialmente valutato anche il recupero delle aree esterne del Forte Falcone a Portoferraio. Il Forte Falcone è infatti un'importante fortificazione risalente al 1548, epoca in cui Portoferraio venne battezzata Cosmopoli, "città di Cosimo", da parte di Cosimo I de' Medici, Duca del Granducato di Toscana e fondatore della città. Entrambi i progetti riguardano due realtà importanti per il turismo all'Elba: il primo perché legato a uno dei simboli del passato storico e architettonico di Portoferraio; l’altro, che abbiamo poi deciso di monitorare, perché ha l’obiettivo di migliorare uno degli elementi chiave per lo sviluppo turistico e potenziale volano per l’economia dell’intera isola. 

L'aeroporto "Teseo Tesei" nacque nel 1963 per opera di un industriale tedesco, con l'intento di raggiungere dal suo paese una piccola industria tessile sull’isola con collegamento aereo. Situato nel cuore dell'isola d'Elba, si trova in località La Pila, poco distante da Marina di Campo, nel comune di Campo nell'Elba. Il primo volo decollò nel 1967. Inizialmente, la pista in erba misurava 750 metri; nel 1975 venne allungata a 1175 metri e successivamente asfaltata.

Attualmente, la pista è lunga 1197 metri e nel periodo stagionale negli ultimi anni sono state attivate delle linee che garantiscono il collegamento con gli aeroporti di Pisa, Firenze, Milano, Berna e Lugano. Tuttavia, da due anni a questa parte la gara di appalto per l’individuazione della compagnia aerea incaricata di organizzare i voli e garantire così la continuità territoriale, è andata deserta e il traffico aereo è drasticamente diminuito, portando un significativo decremento nei flussi turistici. 

In più le attuali dimensioni della pista, che è comunque stata allargata e allungata di recente, non sono sufficienti per garantire il rispetto dei requisiti nazionali e l'adeguamento delle condizioni di sicurezza dell'accesso dell'aeroporto da terra. Il progetto mira alla compensazione di tali mancanze e all'accelerazione della realizzazione di un sistema di trasporto efficiente, flessibile e sicuro. 

Questo progetto in particolare ha suscitato il nostro interesse, poiché i benefici, sia per i cittadini che per i turisti, sarebbero molteplici: un aeroporto efficiente comporterebbe un incremento del turismo all'Elba e allo stesso tempo porterebbe un grande vantaggio in termini di tempo e comodità agli elbani e ai residenti diretti verso i vicini scali aeroportuali internazionali di Pisa e Firenze. Per noi giovani, particolarmente coinvolti dall’evoluzione tecnologica e dalla necessità di essere sempre più smart e veloci, sarebbe un’opportunità imperdibile per agevolare la mobilità e facilitare l’accesso alle città universitarie e alle occasioni di crescita culturale che offrono. 

L'Elba, inoltre, è una meta non per tutti agevole da raggiungere ed è necessario solitamente un giorno di viaggio; ciò significa sottrarre un paio di giorni dalla propria vacanza, uno per l'andata e uno per il ritorno. Questo scoraggia alcune categorie di turisti, specialmente quelli stranieri, che preferiscono mete più vicine in termini di accessibilità, anziché passare ore di vacanza in viaggio.

Anche il costo del traghetto, soprattutto per chi sceglie di venire all'Elba in macchina, è piuttosto elevato e influisce sul costo complessivo della vacanza.

Nella fase iniziale di monitoraggio civico abbiamo proceduto con la raccolta dei dati dei progetti. Dopo averne discusso in classe, la nostra scelta è ricaduta su quello che ci sembrava di maggiore impatto per la popolazione locale, per l'accessibilità del territorio e la promozione del turismo. 

È proprio perché riteniamo che un aeroporto funzionante sia necessario per una meta turistica come l'Elba che alla fine abbiamo scelto questo progetto, attirati soprattutto dal suo stato di avanzamento: infatti sul sito di OpenCoesione risulta "in corso" e, stando a ciò che viene riportato, sarebbe dovuto iniziare quasi tre anni fa; tuttavia nessun pagamento è stato effettuato finora.

"È stato utilizzato quel finanziamento milionario? E se sì, in che modo?". Sono queste le domande che ci siamo posti e che ci hanno spinto a volerne sapere di più. Abbiamo fatto diverse ricerche, analizzando tutte le informazioni in nostro possesso.

Di recente AlaToscana s.p.a, la società che gestisce l'aeroporto, ha commissionato al Politecnico di Milano uno studio di fattibilità relativo all'ampliamento della pista dell'aeroporto, per poter consentire lo scalo di aerei da 70 persone. Lo studio verrà presentato il 10 dicembre 2019 in una riunione alla quale saranno presenti gli azionisti della società, che è partecipata a maggioranza dalla Regione Toscana ma le cui quote sono detenute anche da Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, Toscana Aeroporti e, in piccola parte, dai Comuni dell'isola d'Elba. 

Stando a quanto affermato da Claudio Boccardo, amministratore di AlaToscana, grazie a questo studio si potrà sapere quanto e con quali modalità può essere allungata la pista e verranno indicate le migliori soluzioni in funzione della loro fattibilità e delle spese da sostenere.

Riteniamo che questo progetto sia di grande interesse pubblico e che i cittadini e i comuni elbani in primis dovrebbero interessarsi maggiormente allo sviluppo dell'aeroporto. Speriamo che il nostro lavoro possa essere di ispirazione e che possa stimolare e incentivare gli amministratori locali e i soggetti coinvolti a velocizzare gli iter amministrativi. Per tale motivo vorremmo divulgarlo e coinvolgere i nostri concittadini, attuando una campagna di informazione sui social network e organizzando incontri pubblici come conferenze e interventi nei Consigli Comunali. Speriamo così di poter contribuire a favorire una maggiore consapevolezza collettiva sulla questione aeroportuale elbana.

Abbiamo deciso di chiamare il nostro team Elbanauti perché ci piace l'idea di essere i virtuali "esploratori" dei cieli o, meglio, dei voli elbani alla scoperta di possibili soluzioni per una migliore accessibilità all'isola, nostro simbolico vello d'oro. La leggenda infatti narra che gli Argonauti, cui ci siamo divertiti a ispirarci, durante il loro viaggio verso la Colchide alla conquista del vello siano sbarcati a Porto Argoo (Portoferraio), sulla spiaggia de Le Ghiaie, creando con le gocce del loro sudore le macchioline grigie che colorano le bianchissime ghiaie della spiaggia.

TEAM "GLI ELBANAUTI": Project Manager (FURNARI Claudia e BRASCHI Martina); Storyteller (NOUI Ikram e DI MARCO Niccolò); Blogger (BRUNDU Giampiero, GALLETTI Simone e PAOLINI Lorenzo); Social Media Manager (ARNALDI Paolo, MALINVERNO Nicole e SCHEZZINI Isabella); Analista e Coder (FRATINI Niccolò, POLLIDINI Elena e BALDI Tommaso); Designer (GALLI William, SALVI Sonia e URRU Alessio); Head of Research (MIBELLI Niccolò)