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Articolo di Data Journalism

L’AEROPORTO CHE NON DECOLLA

Ci troviamo in un periodo storico in cui il traffico aereo è in continuo aumento. Il volume dei passeggeri in Italia e nelle isole del Mediterraneo, in questi anni, è cresciuto a dismisura (infografica 4). Ma perché questo fenomeno, all’Elba, non riesce a decollare?

Abbiamo deciso di analizzare la questione più da vicino e abbiamo contattato la direzione aeroportuale di Marina di Campo e abbiamo invitato a scuola Gianluca Eletti, Accountable Manager di Alatoscana s.p.a., la società che gestisce lo scalo elbano. Con il suo aiuto abbiamo provato a far luce su alcuni aspetti che non ci erano del tutto chiari e siamo risaliti a dati e informazioni su un'ingente somma di denaro (€ 2.600.000) co-finanziata con fondi della Regione Toscana e dell'Unione Europea (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione - FSC), che hanno rispettivamente concesso € 2.100.000 e € 500.000. In questo modo la società ha potuto sostenere tutte le spese relative a una serie di interventi fondamentali per l'adeguamento e il potenziamento del "Teseo Tesei" (infografica 1). Ci ha colpito in modo particolare l'investimento di € 100.000 per uno studio di fattibilità commissionato al Politecnico di Milano, per analizzare le possibilità di allungamento della pista, unica opzione per consentire l'atterraggio ad aerei a maggiore capienza rispetto a quella attualmente possibile.

Sull’isola greca di Paros è stata realizzata un’opera analoga: recentemente la pista del suo aeroporto è stata allungata da 700 m a 1400 m e il flusso di passeggeri ha subito un grosso incremento, da circa 30.000 fino a più di 200.000 in soli nove anni. Nello specifico, si nota un grande salto tra il 2015 e il 2016: da 43.184 a 74.294. Paros non è un caso unico, anche altre isole del Mediterraneo analoghe all’Elba (per superficie, numero degli abitanti, lontananza dalla costa, lunghezza della pista e presenza di rotte per il trasporto marittimo) hanno registrato aumenti nel volume degli sbarchi. Lo scalo elbano, invece, ha subito un graduale aumento dei passeggeri dal 2009 al 2015, dove ha raggiunto il picco di 17.009, per poi crollare drasticamente a 1.026 nel 2018 (infografica 5). In effetti, per due stagioni consecutive è andato deserto il bando per la continuità territoriale che avrebbe consentito almeno il collegamento tra l’Elba e gli aeroporti toscani. La cifra messa a disposizione per le compagnie aeree interessate a presentare la propria offerta non era sufficiente a coprire il rischio economico cui sono soggetti i vettori che trasportano un numero limitato di passeggeri, poiché utilizzano aeromobili di piccole dimensioni, gli unici consentiti in base alle dimensioni della pista locale. 

I dati ISTAT confermano la situazione drammatica. Abbiamo rilevato che l’Elba ha un indice di traffico aereo particolarmente basso, specie se confrontato con il resto della Toscana. Dalla infografica 3 emerge che il valore dell’indice è precipitato vertiginosamente dal 2014 al 2018: un risultato allarmante per un territorio a fortissima vocazione turistica come il nostro. Tale valore stride in modo assordante con il nostro tasso di turisticità, in questo caso nettamente superiore rispetto al resto della regione. Ci risulta davvero incredibile che in un contesto come questo non esista un aeroporto in grado di servire adeguatamente il territorio, come succede invece nella già citata Paros, o in altre isole greche come Skiathos, Samos e Karpathos. Le prime due, tra l’altro hanno una superficie nettamente inferiore all’Elba (196,3 km2 e 49,9 km2 contro 224 km2), eppure hanno sbarchi per centinaia di migliaia di passeggeri l’anno.

Pensavamo che fossero gli elbani a non desiderare la presenza dell’aeroporto, invece dalle statistiche in nostro possesso si evince che sono proprio loro a ritenerlo elemento fondamentale di sviluppo e rilancio turistico dell'isola. Lo afferma l'89,96% degli intervistati su un campione di 279 persone da tutti e sette i comuni (vedere infografica 3). Secondo il 72,32%, invece, uno scalo funzionante sarebbe importante sia per i turisti che per i residenti. Un aeroporto efficiente, infatti, è utile anche per situazioni di emergenza sanitaria e calamità naturali. 

Dalla nostra analisi non sembrano emergere controindicazioni ad accogliere un progetto che potrebbe seriamente rilanciare l’Elba su scala internazionale, ma allora che cosa impedisce lo sviluppo aeroportuale elbano? A meno che non ci sia sfuggito qualche elemento fondamentale - e se così fosse preghiamo che qualcuno ci faccia notare la svista - che sta segnando la débacle di questo scalo pieno di potenzialità, riteniamo che sia arrivato il momento di accendere le luci della pista e farlo finalmente decollare.  

Fonti:

Eurostat - Aircraft traffic data by main airport https://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/show.do?dataset=avia_tf_aca&lan...

Enac - Dati di traffico https://www.enac.gov.it/trasporto-aereo/compagnie-aeree/dati-di-traffico

Indicatori territoriali per le politiche di sviluppo https://www.istat.it/it/archivio/16777

Regione Toscana - Dati Statistici https://www.regione.toscana.it/statistiche/dati-statistici/turismo