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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

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Iniziamo a pedalare verso il traguardo

GREENPISTE: iniziamo a pedalare verso il traguardo

 

CHI SIAMO:

Noi alunni della 3L del liceo classico G. Meli di Palermo abbiamo aderito al progetto “A scuola di Opencoesione”, ovvero un piano di lavoro che si interessa delle problematiche del territorio. Siamo entrati a far parte della comunità ASOC per caso ma, grazie al coinvolgimento della Professoressa Sortino, che ci ha voluto lanciare questa sfida mettendo alla prova la nostra creatività e la nostra coesione in quanto classe, siamo entusiati di continuare il nostro lavoro. Non abbiamo esitato a conoscere meglio il progetto e a iniziare subito a lavorarci. Ci siamo immersi in questo mondo che, sicuramente, permetterà di guardare e apprezzare la nostra amata Palermo con altri occhi, più consapevoli e coscienti su ciò che succede intorno a noi.

 

ORGANIZZAZIONE IN CLASSE:

La classe, giorno 20 novembre, si è riunita insieme ai tutor che, guidandoci nella realizzazione di questo progetto, ci hanno mostrato pillole di video che hanno approfondito le nostre conoscenze in merito a “A scuola di Opencoesione”. Abbiamo introdotto il progetto ASOC anche grazie all’ausilio di esempi rintracciabili a Palermo di progetti che necessitano una supervisione e dei fondi stanziati da un’ente, un comune o dall’Unione Europea per la città. La maggior parte della classe non aveva mai sentito parlare di questa iniziativa di monitoraggio civico proposta da ASOC, ma si è mostrata interessata e incuriosita e si è messa subito alla prova. In seguito, al fine di selezionare alcuni possibili progetti da portare a termine, ci siamo organizzati in gruppi e abbiamo consultato i giornali locali alla ricerca di informazioni che ci potessero aiutare nella decisione del tema principale sul quale si sarebbe focalizzato il nostro progetto; i tutor hanno fornito ad ogni gruppo un canvas da compilare per la presentazione del proprio progetto agli altri gruppi. Si è passato alla spiegazione di ogni progetto e alle varie domande degli altri gruppi a riguardo, infine abbiamo scelto all’unanimità una tematica avallata da uno dei gruppi formati. Questo piano di lavoro ha come obiettivo il prolungamento della pista ciclabile sud da via Archirafi fino al porticciolo della Bandita a Palermo comprensivo di opere smart. Una volta scelto il progetto, i tutor ci hanno mostrato i ruoli che avremmo dovuto ricoprire e i rispettivi incarichi. Ognuno ha scelto il proprio ruolo in base alle proprie competenze e interessi. Grazie all’aiuto della nostra insegnante abbiamo creato il profilo sul sito della nostra classe, abbiamo aperto la nostra personale mail, i social e iniziato subito a lavorare, grazie alla supervisione dei tutor, ai nostri elaborati scritti. All’interno della classe si potevano ossservare i vari gruppi che, compatti, svolgevano i loro compiti e il project manager che aveva la parvenza di una trottola, proprio perché saltava da un gruppo all’altro con velocità per poter aiutare e supervisionare tutti. Nonostante la grande mole di lavoro da fare siamo riuscti a mantenere la calma, a postare il nostro primissimo post sulle pagine social per promuovere con amici, familiari e cittadini il progetto! Data la discontinuità della pista ciclabile, che attraversa il centro urbano fino alla Via Archirafi, il progetto è finalizzato al completamento del percorso attraverso la manutenzione dei tratti già esistenti e la realizzazione di quelli mancanti, per garantire una percorrenza continua fino al Parco di Acqua dei Corsari. Abbiamo a cuore questo progetto proprio perché ci teniamo ad offrire ad ogni cittadino di Palermo una possibilità alternativa alla macchina o ad altri mezzi di trasporto che implicano l’uso della benzina.

 

DATI RACCOLTI:

La città di Palermo, che fino alla fine dell’ottocento coincideva con la città circoscritta dalle antiche mura, dal dopoguerra in poi si è sviluppata ampliandosi in direzione Nord, L’area di progetto coinvolge il percorso che  parte dalla Via Archirafi, ubicata immediatamente fuori dal perimetro storico, per poi arrivare lungo la Via Lincoln, alla Via Messina Marine, lungo la quale ricucire i tratti di pista ciclabile esistente, in direzione Sud, verso il Porticciolo della Bandita, fino al Parco di Acqua dei Corsari. Questo percorso ciclabile, non garantisce però la percorrenza dell’intero tratto a causa delle varie interruzioni (in molti casi i tratti sono su marciapiede o sede carrabile si interrompono bruscamente e riprendono soltanto a centinaia di metri di distanza, mettendo a repentaglio la sicurezza dei ciclisti). L’importo di progetto copre sia la realizzazione dei lavori e delle forniture, compresi nell’importo dei lavori e l’attività di progettazione, il cui importo rientra nel budget del progetto. L’obiettivo del progetto fa perno sulla scelta di un’alternativa green ai veicoli inquinanti e di permettere una continuità alla pista ciclabile, tessendo insieme i pezzi attualmente frammentati della pista per collegarli ai nodi di trasporto collettivo e per metterli a disposizione di chiunque. I fondi stanziati per il progetto sono € 2.300.000,00 e, nonostante le prime fasi che necessitavano di grandi spese del progetto già iniziato alla fine del 2018, i soldi utilizzati sono equivalenti a zero. Il processo necessita di una indagine e un monitoraggio da parte della classe.

 

COMPITI ALL’INTERNO DELLA CLASSE:

Non vedevamo l’ora di buttarci in qualcosa di nuovo quindi solo l’idea di avere dei ruoli ci ha reso ancora più partecipi, in pochissimo siamo arrivati alla divisione proprio perché, fortunatamente, quasi tutti si sentivano adatti per svolgere un compito.

PROJECT MANAGER

 Valeria Monte

SOCIAL MEDIA MANAGER

 Giulia Lo Sardo, Nicole Merlino, Giuliana Fincato e Sofia Acierno

CODER

 Luca Benigno e Giuseppe Tocco

DESIGNER

 Greta Calcagno, Greta Pace, Colin Pendolino, Alice Alagna

STORYTELLER

 M. Sofia Salomone, Chiara Marchese, Veronica Veneziano, Roberto Merra

SCOUT

 Alberto Niosi, Flavio Urso, Eliana Calcagno, Rachele Clemente, Alessandro Militello

BLOGGER

 Zoe Mantegna, Zelia Farina, Sofia Acierno, Angela Puccio, Giulia Matranga, Giulia Tamburello 

ANALISTA

 Luca Benigno, Francesco Troia, Alberto Niosi

 

 

SCELTA DEL NOME:

Volevamo scegliere un nome che rispecchiasse al meglio i concetti chiave del nostro progetto: abbiamo scelto la parola green per sottolineare i benefici che una pista ciclabile potrebbe concedere all’ambiente, accostandola al termine inglese piste (‘pista’). In quanto classe per noi era importante condurre una lotta per la salvaguardia del nostro ecosistema quindi, anche giocando con il nome della famosa organizzazione “Green Peace”, è nato il nome del progetto.

SCELTA DEL LOGO:

I designer si sono occupati della realizzazione del logo, rappresentando la terra con colori dalle tonalità malinconiche e cupe (bianco e grigio) che mettono in risalto una pista verde che percorre idealmente tutto il pianeta. E’stato un logo che ha avuto svariate volte bisogno di modifiche o completi cambiamenti della grafica ma, alla fine, tutti (ragazzi, la Professoressa e i tutor) si sono innamorati, proprio perché grazie alla sua semplicità metteva in risalto il nostro obiettivo. La pista ciclabile che percorre idealmente tutto il mondo è il simbolo di un futuro ecosostenibile che dovrebbe abbracciare l’intero pianeta, soprattutto i suoi abitanti.