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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

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La Chiesa risanata
Risanamento della Chiesa di Santa Maria Assunta

Procedura per la scelta del Progetto

E’ la prima volta che ci approcciamo ad un’esperienza che comprende simultaneamente tematiche diverse: dalle problematiche civiche a quelle di tipo economico, paesaggistico storico, ecc.

All’inizio tutto si presentava nebuloso e avevamo qualche difficoltàa capire perché ci incamminavamo in una simile esperienza e sinceramente l’iniziativaci sembrava alquanto inadatta e poco attinente al nostro percorso scolastico.

 Dopo un primo approccio, tuttavia, gli insegnanti coinvolti nel progetto ci hanno illustrato le motivazioni e gli scopi dell’iniziativa ed in poco tempo il lavoro prospettato ci ha entusiasmato. Abbiamo apprezzato in particolare il significato e gli obiettivi del monitoraggio civico ed abbiamo immediatamente capito che anche noi studenti possiamo contribuire allo sviluppo culturale, civile ed economico della nostra società. In altre parole non bisogna più attendere che le cose ci piovano dall’alto ma è necessario attivarci concretamente affinchè i cambiamenti partano dal basso: cioè da noi! Acclarato questo primo concetto su cui non era difficile raggiungere una totale condivisione, emergeva la parte più difficile: quella operativa. Difficile,perché il nostro istituto superiore comprende due tipologie di scuole con percorsi didattici abbastanza eterogenei: un Istituto Tecnico Economico ed un Istituto Professionale per l’industria e l’artigianato.

Come se non bastasse ogni istituto presenta dei percorsidi studio che si differenziano nettamente tra loro:

 l’I.T.E. presenta un percorso differenziato tra•“Amministrazione Finanza e Marketing”;

•“Sistemi Informativi Aziendali”;

•“Turismo”

L’I.P.I.A. presenta un percorso articolato tra:

•“Produzioni industriali ed artigianali”;

•“Produzioni tessili e sartoriali”;

•“Servizi socio sanitari”;

•“Manutenzione ed assistenza tecnica”.

Diventava quindi molto difficile individuare un’iniziativa che potesse accomunare tutti gli indirizzi ma, a volte, proprio quelli che sembrano punti di debolezza possono diventare un punto di forza. E questo è successo proprio a noi! Ci siamo detti allora: perché sforzarci nel trovare ad ogni costo un punto comune negli indirizzi di studio quando è possibile mettere insieme tutte le nostre competenze e conoscenze ed ottenere un gruppo di lavoro con formazione professionalità diverse la cui organizzazione ed il cui coordinamento avrebbero potuto generare un valore aggiunto?Certi della efficacia di questa opportunità abbiamo iniziato immediatamente il nostro percorso individuando subito la modalità di sviluppo del lavoro, assegnando compiti e ruoli ad ognuno di noi in relazione alle personali inclinazioni, esperienze, capacità e volontà.

Scelta del progetto

Una volta tracciato il percorso di lavoro,la seconda fase ha riguardato la scelta del progetto. Anche qui la linea guida è stata: “la scelta dovrà inevitabilmente scaturire dagli obiettivi che vogliamo raggiungere”. Il primo passo dunque si è materializzato nel fissare gli obiettivi:bisognava definirli in coerenza con le diverse professionalità disponibili. Il team disponeva dunque di alcune conoscenze e competenze comuni ed altre eterogenee. Tra le prime vi erano sicuramente l’italiano, la storia, la matematica le lingue straniere ed il marketing mentre tra le seconde emergevano le professionalità nella gestione e conduzione di azienda, di programmazione informatica e di turismo da una parte e dall’altra di conduzione e manutenzione industriale ed artigianale, di produzioni tessili e sartoriali e di offerta di servizi sociali e sanitari.Gli obiettivi che apparivano alla nostra portata allora erano quelli di tipo economico, sociale, e storico-artistico-culturale: appariva fin troppo chiaro che quelli economici potevano essere affrontati dai ragazzi dell’I.T.E. (con le loro competenze economico-aziendali ed informatiche) mentre quelle storico-artistichepotevano esser appannaggio dei ragazzi dell’I.P.I.A. (che con l’articolazione “moda” potevano meglio affrontare problematiche oggetto del loro corso di studio). Vi erano poi una serie di percorsi comuni ai due indirizzi di che si declinavano nell’aspetto decisamente e strettamente culturale come lo sviluppo turistico,le dinamiche di localizzazione produttiva ed altri aspetti legati allo sviluppo del territorio.

Con questa logica è stato costituito il team coinvolgendo gli alunni:

•di una terza classe dell’I.T.E. di Piedimonte Matese appartenente al percorso A.F.M.;

•di una quanta classe dell’I.P.I.A. di Alife del percorso moda;

•di una terza classe dell’I.P.I.A. di Alife del percorso manutenzione de assistenza tecnica.

Fissati gli obiettivi principali, si è passati a definire le opportunità operative: bisognava individuare un sito in grado di soddisfare gli obiettivi proposti e che contemporaneamente fosse localizzato in un luogo agevolmente raggiungibile sia dagli alunni dell’I.T.E. la cui sede è a Piedimonte Matese, sia da quelli dell’I.P.I.A la cui sede è ad Alife.Dopo una accurata e motivata discussione abbiano deciso che l’obiettivo del nostro monitoraggio sarebbe dovuto essere la Cattedrale “Santa Maria Assunta” di Alife (detta anche Cattedrale di Alife) e che bisognava puntare sugli aspetti riguardanti le opere di ristrutturazione e riqualificazione del sito con particolare curvatura sull’aspetto economico in merito all’assegnazione ed all’utilizzo dei fondi stanziati a tale scopo. La scelta operata è da ricondurre anche alla funzione storica nonchè all’importanza artistica e religiosa che la Cattedrale di Alife rappresenta per la comunità locale. Senza trascurare, poi, che porre tale sito al centro dell’attenzione avrebbe prodotto un volano turistico con ripercussioni positive sull’economia locale.L’ideale sarebbe la formulazione di uno studio di fattibilità che, ponendo al centro la Cattedrale, potesse articolarsi in una analisi della civiltà storica e sociale del luogo, nella definizione di percorsi turistici e nella possibilità di insediamenti produttivi, turistici e non, con riflessi sull’indotto e con ripercussioni sull’occupazione e sul prodotto interno lordo locale. Per acquisire informazioni e documentazioni non abbiamo trascurato, infine, la possibilità di come reperire dati e supporti valutando le varie modalità di approccio. A tal proposito non abbiamo tralasciato la possibilità, utilizzando anche le conoscenze personali disponibili,di rivolgerci studiosi locali e conoscitori del sito al fine di disporre del maggior materiale possibile.

Prima analisi della procedura di finanziamento

Abbiamo esaminato il Decreto Dirigenziale n. 273/2015 ed è emerso che:

  1. In data 20/09/2014 è stato siglato  il Protocollo di Intesa, sottoscritto dalla Regione Campania, rappresentata dal Presidente, On. Stefano Caldoro e  dal Vescovo Monsignor Valentino Di Cerbo.
  2. La Regione Campania si è impegnata a finanziare interventi di Adeguamento e conservazione di Chiese a favore della Diocesi di Alife-Caiazzo per 3,6 Mln/euro. 
  3. Nell’elenco risulta, l’intervento denominato ” Messa in sicurezza e risanamento conservativo della Chiesa di Santa Maria Assunta in Alife” dal costo di euro 253.489,29, su cui, il team dati alla mano sta svolgendo il lavoro di monitoraggio civico.
  4. Il progetto sopra menzionato, con un costo totale pari a € 253.489,29 è ammesso per un importo pari a 253.489,29.

Cenni Storici sulla Chiesa di Santa Maria Assunta

Abbiamo, poi, svolto una ricerca storica per descrivere il monumento oggetto del risanamento architettonico, e che qui riportiamo in sintesi. "L'edificio venne costruito dal conte normanno Rainulfo di Alifefra il1127ed il1135, inglobando una precedente struttura religiosa, con orientamento sull'asse nord-sud. La cattedrale originaria era di forma rettangolare, aveva tre porte di ingresso e disponeva di un ampio spiazzo, in parte occupato da un atrio, delimitato dal decumanus maximus dell'impianto urbanistico romano. Presso l'edificio stava il palazzo vescovile. Primi interventi di consolidamento vennero attuati dal vescovo nel 1198. Nel corso dei secoli ha subito più volte dei rifacimenti e principalmente nel1450ad opera del vescovo Moretta e, in maniera importante, a seguito del terremoto del 5 giugno 1688.Nel1703la vecchia sacrestia venne trasformata in cappella di San Sisto con altare benedetto il 20 luglio1724, mentre nel1757venne completato l'ampliamento delle tre navate. Dopo i danni subiti durante il terremoto del1805, fu rifatta la facciata (1820).Il campanile della cattedrale ha riportato alcuni danni in seguito al sisma del 29 dicembre 2013. All’esternol'edificio odierno, lungo 41,20 metri (escluse le absidi) e largo 18,20 metri, ha una facciata (1820) in semplice stile neoclassico, cappelle laterali, transetto, presbiterio profondissimo al centro e due piccole absidiole ai lati. Al centro della facciata l'affresco S. Sisto in Gloria(seconda metà delXVIII secolo) con stilemi interpretati in maniera convenzionale e rigida.

L'interno invece è a tre navate con cupola e presbiterio avente un coro ligneo intagliato. NelBattistero, prima cappella sulla destra, si conserva uno dei tre archivolti originali del XII secolo, di grande interesse artistico, appoggiato su due mensole a forma di elefante, dove sono raffigurati santi, uccelli, mostri e animali. Esistono anche gli altri due, ma sono esposti alNasher Museum of ArtdellaDuke UniversityaDurham(USA).La cripta, cui si accede da due scale site nelle navate laterali, fa parte dell'edificio originale instile romanicoed ha le misure di metri 18,10 per 10,97 con un'altezza di metri 4,26. Divisa in tre navate da dodici colonne in pietra e con quattro corpi avanzati costruiti successivamente per reggere la cupola della cattedrale, termina con tre absidiole semicircolari. Al centro del pavimento resti dell'area termale romana. Altre tracce dello stile romanico si riconoscono nel portale del battistero. Di longobardo e normanno sono le tre separate iscrizioni sepolcrali dei vescovi Vitus, Arechis e Gosfriduseps Hic Req.Nell'abside centrale è presente l'altare in muratura già esistente nel 1716.

Nell’altare della  Cappella doi San Sisto, posta nel transetto, in cui sono conservate le reliquie di San Sisto, esiste una tela con san Sisto in Gloria e una Statua in mezzo busto dello stesso santo. In chiesa anche quelle di All'interno della chiesa sono conservati anche alcuni affreschi della chiesa originaria.Le pitture della navata centrale, che comprendono anche l'Assunzione della Vergine(1936), sono di Gaetano Bocchetti."

Scelta del nome del team

Abbiamo chiamato la nostra iniziativa “DATI ALLA MANO”.Emergesubito che abbiano voluto focalizzare l’attenzione sulle due parole chiave che sono “DATI” e “MANO”.Sulla prima vi è poco da capire: si tratta di recuperare dati, notizie, informazioni e documenti che potranno far luce non solo sulla storia della Cattedrale quanto, e soprattutto, sull’aspetto economico relativo alle opere di ristrutturazione e riqualificazione valutando i finanziamenti volta per volta stanziati e le modalità di utilizzo. Lo scopo è quello divalutare eccellenze gestionali ovverocogliere eventuali criticità, debolezze, ostacoli ed inefficienze sull’utilizzo (o sul mancato utilizzo) dei fondi assegnati per la ristrutturazione, proponendo eventuali suggerimenti per migliorare in futuro l’efficacia e l’efficienza dei fondi da spendere.Per quanto riguarda la parola “MANO”, invece, abbiamo voluto puntare l’attenzione sia sulla possibilità di mettere “mano”ai dati ed alle informazioni sia sulla eventualità, per quanto ci è possibile, di dare una “mano”per contribuire allo sviluppo del nostro territorio partecipando al suo sviluppo economico evitandodi abbandonarlo e se stesso e di doverlasciarlo perpartire in cerca di lavoro. Con il nostro contributo vogliamo evitare, in altre parole, di riprendere quella “valigia di cartone” che inostri antenati dovettero utilizzare per cercare quella fortuna e quella dignità che la nostra terra non seppe loro offrire! Il termine mano evoca infatti il concetto di lavoro, di coesione sociale, di solidarietà,di abnegazione, di volontà e di dignitàche ogni individuo ha il diritto di ricercarenellapropria esistenza ma nel contempo impone ad ognuno di noi l’obbligo di rimboccarsi le maniche per dare il meglioal fine di dare un senso alla nostra esistenza e nel contempo contribuire a migliorare quella degli altri.

Scelta del logo

Il logo rappresenta un’immagine con ha lo scopo di trasmettere in modo semplice e diretto la “Mission” e la “Vision” di un’iniziativa. Esistono infatti i loghi aziendali, quelli degli istituti pubblici quelli del terzo settore dell’economia, ecc. Con il nostro logo intendevamo comunicare una serie di concetti riconducibili al nostro lavoro:1. L’attività di acquisizione dati;2. Lo scopo principalmente economico dell’iniziativa;3. La localizzazione del sito e gli effetti della corrispondente ricaduta economica dovuta alla riqualificazione del sito stesso. Ebbene si tratta di tre concetti importantissimi riepilogati da tre semplici simboli che sono:1.D.A.M.: acronimo del nome “Dati Alla Mano” il cui significato è stato illustrato nel paragrafo denominato “Scelta del nome”. Il concetto di mettere i dati alla mano, cioè a disposizione della collettività (open data) appare, a nostro giudizio, inequivocabile;2. Il simbolo dell’euro (€). Abbiamo posto tale simbolo in primo piano tale da coprire idealmente il resto delle immagini: lo scopo è quello di comunicare che il fine ultimo dell’iniziativa consiste nel valutare dati di tipo economico nonchè nel fornire un modesto contributo per lo sviluppo economico del luogo; 3. Il simbolo della “CITTA’ DI ALIFE” che rappresenta sia la localizzazione del sito posto in osservazione, sia e soprattutto,il punto di partenza di una rinascita culturale, sociale ed economica che potesse idealmente coinvolgere tutte le aree e le comunità viciniore.

Ruoli all’interno del team

Ruolo

Nominativo

Project Manager e Head of research

Manera (III “A” I.T.E.); Audino (III “A” I.T.E.)

Storyteller

Marra (IV “G” I.P.I.A.); Pascale (IV “G” I.P.I.A.); Luciano (IV “G” I.P.I.A.); Fazzone (IV “G” I.P.I.A.); Cioffi (III “A” I.T.E.); Frangipane (III “A” I.T.E.); Gaetani (III “A”  I.P.I.A.)

Coder

Pascale (III “A” I.T.E.); Bloisi (III “A” I.T.E.); Benwdih (III “A” I.T.E.)

Socia Media Manager

Manera (III “A” I.T.E.); Milano (III “A” I.T.E.)

Analista e coder

Di Muccio (III “A” I.T.E.); Russo (III “A” I.T.E.)

Bloggers

Savastano (IV “G” I.P.I.A.); Bucci (IV “G” I.P.I.A.); Iameo (IV “G” I.P.I.A.); Tamborrelli (III “A” I.T.E.); Mirra (III “A” I.T.E.); D’Agnese (III “A”  I.P.I.A.); Di Marco (III “A”  I.P.I.A.); Iannelli (IV “G” I.P.I.A.); Puglia (IV “G” I.P.I.A.); Del Sesto (IV “G” I.P.I.A.)