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Articolo di Data Journalism

Filtrando i dati

In Sicilia soltanto il 61% dei 390 comuni, è dotato di un impianto di depurazione per le acque reflue (escludendo i depuratori mai realizzati o abbandonati).

In base al trattamento delle acque è possibile distinguere tre tipologie di depurazione: primaria, secondaria e terziaria (informazioni che ci sono state fornite durante un incontro con il chimico Gabriele Lo Gaglio). La primaria consiste in una filtrazione che evita le sostanze grossolane. La secondaria prevede l’ossidazione di sostanze organiche. La terziaria è di tipo chimico con coagulazione. In Sicilia gli impianti sono in totale 414 di cui 118 con tipologia di depurazione primaria, 239 secondaria e 57 terziaria.

La costruzione di un depuratore deve tener conto del numero di abitanti. Castellammare, meta turistica, in estate quadruplica la sua popolazione, da 15.150 a circa 60.000. Di conseguenza aumenta anche la produzione di fanghi che in inverno sono circa 81.810 kg, mentre in estate arrivano a circa 324.000 kg.

Come funziona un depuratore?
Le acque reflue vengono raccolte dalle reti fognarie e convogliate mediante collettori all’impianto di depurazione. Come trattamenti troviamo la grigliatura, per la rimozione del materiale grossolano, la dissabbiatura-disoleatura per la separazione delle sabbie o degli oli e grassi in superficie. Nella vasca di sedimentazione primaria avviene la separazione per gravità dei solidi sedimentabili. I fanghi che si accumulano sul fondo della vasca vengono prelevati per essere inviati ai trattamenti successivi. Avviene l’eliminazione delle sostanze disciolte e di solidi sospesi nella vasca a fanghi attivi a carico di microrganismi e batteri che utilizzano le sostanze organiche e l’ossigeno disciolti nel liquame per la loro attività e riproduzione. La separazione dei fiocchi di fango dalla miscela aerata si ottiene nella vasca di sedimentazione finale. Una parte del fango attivo viene fatta ricircolare nella vasca di aerazione e la parte in esubero viene inviata al prossimo trattamento. L’acqua in uscita dalla sedimentazione finale è pulita e può essere restituita al corso d’acqua superficiale. Oltre ai processi meccanici e biologici sono necessari altri trattamenti con lo scopo di limitare le sostanze nutritive come azoto e fosforo nello scarico finale, creando problemi di ipertrofia nei fiumi e laghi. (Fonte Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima)
Il depuratore di Castellammare del Golfo utilizzerà, in maniera probabilistica, questi trattamenti. Nel 1999, a causa di una nuova norma, il vecchio progetto è stato bloccato e dichiarato non idoneo ed è sorta la necessità di intervenire per salvaguardare l’ambiente.
Per la realizzazione di un nuovo depuratore i costi erano di 18 milioni di euro (fondi attualmente “congelati” dallo Stato), necessari per la costruzione di tutta la struttura. I soldi stanziati sono stati commissionati solamente nel 2012. Quando il progetto sembrava pronto per essere avviato, la zona in cui era stato deciso di far sorgere il nuovo depuratore non rispettava le norme di sicurezza che prevedevano una riduzione del rischio da R4 a R2. Il progetto è stato bloccato ed è stata ordinata la messa in sicurezza della zona. Dopo queste difficoltà, è stato presentato un piano che prevedeva la costruzione di due barriere, che avrebbero coperto le aree a rischio crollo. La non realizzazione di una parte di barriera che doveva proteggere il manufatto, non ha permesso di dichiarare l’area sicura. L'aggiunta al progetto della costruzione di una tubatura sottomarina per trasportare i fanghi da Scopello al depuratore è stata bocciata perché un’eventuale perdita nella tubazione avrebbe causato il riversamento dei liquami in acqua.

Una domanda posta sin dall’inizio è stata se l’impianto doveva essere inserito all’interno della caverna; la risposta è stata negativa perché avrebbe avuto maggiori costi di gestione.
Le informazioni sulla storia del nuovo depuratore ci sono state fornite dal Sindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Rizzo, e dall’ingegnere capo Angelo Mistretta che hanno soddisfatto con professionalità le nostre curiosità. Ci siamo recati presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Castellammare, per reperire i dati ufficiali, andando sul luogo del vecchio depuratore per vedere lo stato dell'impianto.

I dati raccolti sono stati poi selezionati e una parte di essi ci sono stati forniti dai rappresentanti dell’ISTAT, Salvatore Vassallo e Francesco Paolo Rizzo, invitati presso la nostra scuola per una lezione di statistica e analisi del sito.

Al fine di reperire ulteriori notizie abbiamo contattato il commissario alla progettazione del nuovo impianto, l’Ing. Enrico Rolle.
Il nostro impegno consiste nel tenerci e nel tenervi costantemente aggiornati sullo stato di progettazione e inizio dei lavori. Comunicheremo tramite il nostro sito e i nostri profili social i progressi dell’indagine circa l’impianto di depurazione.