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L'ARTE, CON CURA : finanziamenti pubblici e valorizzazione dei luoghi di cultura a Siena

Il Santa Maria della Scala è un complesso museale di Siena fondato nel XII secolo sull'antica via Francigena. La struttura nasce come ospedale, con lo scopo di assistere i malati e i bambini abbandonati e di offrire ospitalità ai pellegrini che raggiungevano Roma percorrendo la Francigena. L'ospedale ha mantenuto la sua attività di luogo di cura fino al 1995, quando si è deciso di recuperarne i locali per costituire l'attuale polo museale.

Lo scopo della nostra indagine è quello di valutare la ricaduta del progetto finanziato in termini di valorizzazione delle istituzioni culturali del nostro territorio e gli effetti prodotti sui flussi turistici.

I dati forniti dal sito di Opencoesione (https://opencoesione.gov.it/it) consentono di analizzare l’andamento dei pagamenti effettuati dal 2015 al 2018 che, allo stato attuale, risultano essere pari al 26% del finanziamento totale. Sul sito ufficiale dell'ente (www.santamariadellascala.com), del comune di Siena, e della Rete dei Musei Senesi (http://www.museisenesi.org), sono reperibili informazioni sull'offerta culturale e sull'importanza del complesso per la conservazione e la promozione del patrimonio artistico senese e nazionale.

Dal sito della Regione Toscana e dell'Istat (www.istat.it) abbiamo ricavato dati relativi ai flussi turistici e agli accessi alle aree culturali toscane e nazionali. Infine sulla stampa locale (http://www.ilcittadinoonline.it; https://corrieredisiena.corr.it; http://www.sienafree.it) è stato possibile reperire informazioni sia sulle iniziative culturali promosse dall'ente sia sugli interventi strutturali programmati nell'edificio museale.

Il progetto di riqualificazione del Santa Maria della Scala è stato finanziato per un importo consistente dalle istituzioni europee. L'Unione Europea è, infatti l'ente che più ha contribuito al progetto, con uno stanziamento di 1.669.925 €, a cui si aggiungono altre fonti pubbliche di finanziamento messe a disposizione dal Fondo di Rotazione e dalla Regione Toscana, per un importo complessivo di 4.771.214,23 € (Grafico n. 1).

I pagamenti, iniziati nel 2015, si sono interrotti nel 2018, nonostante la conclusione del progetto fosse prevista entro il 2019. Dalla documentazione disponibile sul sito di Opencoesione il progetto risulta infatti ancora in corso.

Analizzando gli open data relativi alle erogazioni effettuate, abbiamo rilevato un andamento discontinuo: se nel primo anno (2015) i pagamenti sono avvenuti su base mensile e per importi piuttosto contenuti, dal 2016 i versamenti sono diventati trimestrali con alcuni periodi di interruzione. Abbiamo notato che nel 2017 sono stati erogati i pagamenti più consistenti, per un totale 763000 euro con una punta massima di 273563 euro nel mese di dicembre. Nel 2018 i pagamenti si sono succeduti, per somme più ridotte, a cadenza ravvicinata nei primi quattro mesi dell'anno per poi interrompersi. Nel complesso solo un quarto della somma stanziata, pari a 1241960 euro, è stato finora effettivamente erogato (Grafico n. 2).

Per valutare l’efficacia degli interventi realizzati in termini d’incremento del numero dei visitatori e degli incassi, abbiamo contestualizzato la situazione del polo museale senese all’interno dei dati nazionali sulla frequentazione dei luoghi di cultura e dei relativi incassi (Infografica n. 1). A tal fine abbiamo consultato i dati Istat per l’anno 2015. Ne risulta che oltre la metà delle istituzioni culturali per l’anno di riferimento non ha beneficiato di nessun introito, una percentuale consistente ha registrato incassi tra i 1000 e i 100000 euro, mentre solo poche istituzioni museali concentrate nel nord-est, centro e isole hanno incassato cifre superiori a 100000 euro: la nostra ipotesi è che i frequentatori dei musei siano in particolare categorie di soggetti esenti dal pagamento del biglietto (scuole, anziani, disabili e residenti). Abbiamo poi rilevato che quasi il 75% del campione intervistato non ha mai visitato un luogo culturale nel corso del 2015 e le motivazioni addotte sono soprattutto legate alla mancanza di attrattiva dell’offerta museale rispetto ad altre forme di intrattenimento (Infografica n. 2).

Tra coloro che hanno visitato un museo almeno una volta nel corso dell’anno pagando il biglietto, prevalgono gli adulti maturi (45-64 anni) con titolo di studio pari a diploma o istruzione superiore. Per quanto riguarda i requisiti che un buon museo dovrebbe possedere, gli intervistati hanno segnalato la qualità delle opere, i costi ragionevoli, ma anche la disponibilità di servizi e l’accessibilità delle strutture.

Nostro intento è raccogliere dall’amministrazione del Santa Maria della Scala i dati relativi agli accessi e agli incassi degli anni immediatamente precedenti o successivi all’avvio del progetto e di metterli a confronto con i dati nazionali, per valutarne l’impatto e suggerire quali aspetti dell’offerta del museo andrebbero valorizzati e potenziati tenendo conto del numero e delle caratteristiche dei visitatori.