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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

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“L’inizio Del Viaggio”

Noi siamo gli Smirolini, una normalissima classe liceale che come tutte ha un dettaglio da non tralasciare. Tanto è vero che nel nostro piccolo , abbiamo deciso di partecipare al progetto di "OpenCoesione", in particolare di occuparci del caso della Cavallerizza di Torino. Infatti questa di recente ha subito un incendio, dopo il quale una cifra di soldi non trascurabile sarebbe dovuta essere investita nella sua ricostruzione; ciò però non sembra essere avvenuto. Ci siamo quindi divisi i compiti tra compagni, in modo tale da lavorare meglio sfruttando ognuno i propri punti di forza, fra project manager, story teller, analista, coder, social media manager e PR, blogger, designer ed head of research. 
Il nome 'Smirolini' viene dalla coordinazione principale che ci è data dal prof. Smiroldo e dalla prof.ssa Gianpaolo, che si sono gentilmente prestati di seguirci in questa avventura.
 Ovviamente non c'è gruppo senza logo, indi per cui i nostri designer hanno realizzato un marchio personalizzato, con il nostro appellativo e, naturalmente, la foto della Cavallerizza della nostra provincia.

Nel giorno giovedì 28 novembre 2019, la classe 2^E, liceo linguistico, è stata divisa in gruppi. Il primo gruppo, formato da storyteller e project manager, hanno il compito di cercare documenti amministrativi inerenti al progetto scelto. Il secondo gruppo, formato dai coder, gli head of research e gli analisti, hanno cercato dataset online a partire dai siti istituzionali di riferimento legati al loro tema. L’ultimo gruppo, formato dai blogger, dai designer e dai social media manager, hanno cercato risorse e dati secondari, sempre inerenti al loro tema. Il tutto si è svolto in due ore scolastiche a supervisione della professoressa Gianpaolo e del professor Smiroldo. La classe ha avuto problemi nel trovare informazioni, dato che non erano presenti sul sito di Opencoesione.

INCENDIO ALLA CAVALLERIZZA

La cavallerizza ha sempre avuto dei problemi.

Infatti gran parte di essa venne distrutta nella seconda guerra mondiale e alla fine degli anni 50' molti locali vennero demoliti per lasciare spazio al Teatro Regio di Carlo Mollino.

Nel 1997 venne dichiarata patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO per la capacità di offrire una panoramica completa dell'architettura monumentale europea nel XVII e nel XVIII secolo.

Nel 2014 un gruppo di cittadini la occupò a scopo di riutilizzare un luogo che rischiava di essere privatizzato.

Dopo pochi mesi, prima della presentazione del programma unitario di valorizzazione del comune, un incendio, distrusse una parte dei locali.

 

LA STORIA DELLA CAVALLERIZZA DI TORINO

La cavallerizza di Torino è un'opera architettonica iniziata da Amedeo di Castellamonte e portata a termine da Benedetto Alfieri (1740-1741).

Fa parte del centro di comando ed è forse il meglio conservato in tutta Europa, dell'età dell'Assolutismo.

Essa è luogo destinato agli esercizi e agli spettacoli equestri di corte.

 

LA STRUTTURA

Oggi abbiamo una stratificazione che va dalla fine del '600 sino all' '800 fatta di palazzi (in parte esistenti), luoghi di governo (segreterie di Stato), di archiviazione, di teatro (il Regio), di alta educazione (Accademia Militare) sino alla scuola di equitazione ( Cavallerizza ) ed alla zecca sabauda.

Accanto all'Accademia Reale erano previsti un maneggio e una scuderia (in forma di croce).

Dopo la chiusura del cantiere dell'Accademia, nel 1680 si terminava la manica di collegamento, mentre gli altri tre bracci furono costruiti nel 1680-1686.

Alfieri prevede di mettere la nuova Cavallerizza, al posto della manica orientale, che venne demolita per poter realizzare uno spazio più rappresentativo.

L'edificio doveva svilupparsi verso est, con larghezza quasi doppia alla struttura preesistente.

Prevede un atrio al piano terreno e una cappella ad uso dell'Accademia ai piani superiori e si conclude contro la Zecca, con una pista semicircolare in saliscendi per il rallentamento dello slancio dei correnti a cavallo.

Al piano superiore erano previsti degli appartamenti per i paggi, il capo scudiere, il maestro e i camerieri.

 

INCENDIO ALLA CAVALLERIZZA REALE DI TORINO, ARRESTATO IL PIROMANE

Il 21 ottobre 2019 è stato trovato il responsabile dell'incendio alla Cavallerizza Reale di Torino, nell'area della scuderia.

Egli ha confessato inoltre, di pernottare da qualche mese all'interno della struttura.

Per quanto riguarda l'incendio, ha negato il fatto di essere stato lui ad appiccarlo e ha detto anche di essere tornato alle 6 del mattino, dopo aver trascorso la notte ai Murazzi del Po.

Tale versione, però, è stata smentita dai filmati delle telecamere istallate.

Spesi altrove i soldi per la Cavallerizza. Ora il M5s chiede altri fondi al governo

Tre anni fa il governo stanziò 15 milioni di euro per ristrutturare i Giardini Reali e la Cavallerizza. Ma le risorse per il gioiello barocco di via Verdi sono finite altrove. «Cinque di quei milioni — spiega la sindaca Chiara Appendino — sono stati spesi da Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali, per il Polo. Gli altri dieci sono stati impegnati in un progetto che non riguarda prettamente la Cavallerizza». Sei milioni erano stati stanziati dall’allora ministro Dario Franceschini per realizzare la galleria espositiva che attraversa la rotonda del Castellamonte e la riapertura del teatro nell’ex Maneggio Alfieriano. Soldi finiti nella ristrutturazione dei Bastioni dei Giardini Reali. «I fondi che c’erano sono andati direttamente alla direttrice Pagella.

L’ACCUSA DI MONTANARI

L’ex vicesindaco Guido Montanari rimprovera Appendino di essersi fatta scippare i finanziamenti. Un’accusa pesante, ma che nasconde un dubbio: Palazzo Civico non avrebbe fatto il possibile per creare le condizioni necessarie per investire quelle risorse sulla Cavallerizza. I soldi statali possono essere investiti esclusivamente per rilanciare proprietà pubbliche. Il complesso di via Verdi è, invece, un mosaico di spazi privati da quando l’ex sindaco Chiamparino decise di cartolarizzarlo. Dimenticandosi, però, che dal 2016 il Comune è ritornato in possesso di un edificio: il Maneggio Alfieriano. Ma tra l’occupazione che è andata avanti fino a oggi e la volontà di riscrivere dall’inizio il masterplan per il rilancio del bene Unesco, quei soldi sono finiti altrove.

«UN NUOVO SFORZO DEL GOVERNO»

Milioni di euro che farebbero comodo oggi al M5s: «Credo — afferma la capogruppo Valentina Sganga — che sia necessario chiedere uno sforzo in più al governo per evitare che una parte del complesso sabaudo finisca in mano ai privati». Il sogno è vedere tutta la Cavallerizza aperta alla Città, ma per farlo non servono solo i fondi per il restauro, ma anche per «rendere pubblica la porzione cartolarizzata. Per questo spero che il presidente Conte e la viceministra Castelli ci aiutino a trovare le risorse per l’operazione finanziaria. Se così non fosse, e davvero banche e fondazioni bancarie volessero entrare nella Cavallerizza come molti ipotizzano da giorni, penso che il modo migliore sia quello di un gesto di vera generosità. Mettano i fondi per coprire la cartolarizzazione e donino gli spazi della Cavallerizza ai torinesi». Il più legato al progetti dei Beni Comuni, Damiano Carretto, chiede che uno sforzo in più arrivi anche da Appendino: «Inviti il ministro Franceschini a Torino e se gli offre dei fondi li prenda al volo per il progetto».

LA PETIZIONE

Intanto gli occupanti hanno accolto l’invito della Prefettura a non organizzare eventi all’interno del complesso, anche se non sono escluse iniziative sporadiche e la loro petizione ha raccolto oltre 2 mila 500 firme in tre giorni.