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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

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Passione e tradizione, la ricetta dell'audiovisivo campano

Descrizione del logo: Alla base del logo da noi ideato c’è la volontà di rappresentare, tramite una cinepresa, l’emblema del nostro istituto ovvero l’unione delle dita di Adamo e Dio, dipinte da Michelangelo Buonarroti nella “Creazione di Adamo”.Per far risaltare le mani le abbiamo inserite in un fascio di luce che emerge dall’oscurità. Dal buio ci muoviamo, per la prima volta, per portare alla luce come gli audiovisivi in Campania siano un punto di forza dell’ente Regione nel settore del Turismo, che dalla Fondazione Film Commission è passata al Distretto degli audiovisivi.
Le classi 5 A e 4 B dell’indirizzo Turistico dell’I.T.S. “Michelangelo Buonarroti” di Caserta sono pronte ad immergersi nel mondo di “OpenCoesione”. Oggi, 23.11.2019, ci ritroviamo in Aula Magna e ci interroghiamo sul progetto. A rispondere alle nostre domande ci pensano i nostri referenti, nonché professori: Elio Bove ed Enza Dammiano. La domanda che noi tutti ci poniamo è: “Cos’è OpenCoesione?”. Esprimiamo le nostre perplessità e andiamo alla ricerca di risposte con un’intensa attività di brain storming: “Cosa vuol dire coesione?”, “Cosa sono le politiche di coesione?”. Ci documentiamo sotto la guida dei nostri referenti sul portale ASOC. Coesione vuol dire unione, perciò le politiche di coesione sono politiche di investimento con “la finalità di rimuovere le disuguaglianze di sviluppo, incrementare le opportunità di crescita e inclusione sociale dei cittadini e promuovere la coesione economica fra i territori italiani” (http://www.ascuoladiopencoesione.it//). A questo punto, il nostro obiettivo diventa più chiaro: saremo noi i protagonisti di un progetto di monitoraggio civico, ovvero verificheremo come vengono gestiti i fondi europei e nazionali adibiti allo sviluppo del territorio. Ci dedichiamo, allora, alle video-pillole di ASOC che catturano la nostra attenzione. Adesso che tutti i nostri dubbi sono stati ampiamente chiariti, si passa alla formazione dei gruppi di lavoro, nel rispetto dei diversi ruoli. Eccoli identificati:

Project Manager: Francesca d’Imperio, Roberto Lamari.
Designer: Angela De Lucia, Tommaso Saldemarco, Carmen Fusco.
Social media coder: Veronica Musco, Lucia Sorbo.
Storyteller: Antonella Iacomino, Christian Valente, Anita Feola.
Analista: Sirya Ruggiero, Daniela Antonucci.
Blogger: Alessandra Sparaco, Vincenzo Argenziano.
A questo punto, sulla scelta del progetto da monitorare, ci poniamo i seguenti criteri:
D’accordo con la classe IV B, stabiliamo dei criteri comuni, per poi puntare diritto al progetto, che ci terrà compagnia fino a maggio. Puntiamo così su alcuni criteri di scelta: i fattori di carattere locali, il turismo, le ricadute economiche e la fruizione dei servizi grazie al finanziamento ricevuto. Niente da fare. Nasce così un gruppo di lavoro per stabilire criteri certi su cui discutere, perché la prima scelta operata, non ci ha convinto. Il progetto preso in esame, “Reggia di Caserta completamento di restauro e valorizzazione di Reggia e parco monumentale riqualificazione urbana di piazza Carlo III”, da noi è stato valutato come progetto “ideale ma non reale”, in quanto i dati ricavati dai costi pubblici stimati in 39.500.000,00 e i pagamenti effettivamente erogati 35.722,38 sono risultati essere fortemente contrastanti. Pertanto, abbiamo rilevato una incongruenza, che porta ad agire ed operare realisticamente nel completamento del progetto di valorizzazione ulteriore della nostra Reggia. Probabilmente avremmo corso il rischio di trovarci di fronte solo ad incarichi assegnati per la realizzazione dell’opera, non ancora partita. A distanza di un’ora nascono nuovi e più circostanziati criteri:
1. fattori decisivi di sviluppo economico, coesione sociale
2. innovazione culturale e promozione territoriale
3. rafforzamento delle competenze tecnico-artistiche di giovani professionisti
4. innalzamento e la crescita delle competenze gestionali e manageriali per rafforzare il sistema delle imprese locali
5. creazione di nuove imprese e figure professionali, in un’ottica di internazionalizzazione e multimedialità
Adesso le idee sono più chiare e non corriamo più il rischio di farci condizionare dalla Reggia di Caserta, soprattutto quando si parla di turismo. Il ritorno al sito OpenCoesione è necessario per esaminare un nuovo progetto, che ingloba i nuovi criteri. Ci siamo e all’unanimità viene scelto il progetto “Le nuove strategie per il cinema in Campania”. La regione Campania ha individuato nell’audiovisivo un volano di sviluppo dell’industria culturale e la promozione del territorio attraverso la fondazione Film Commission. Tutti d’accordo, ma soprattutto le classi concordano sulla necessità di come sono formati i profili professionali del settore, sottolineando l’importanza della multimedialità e l’audiovisivo. Inizia il nostro lavoro. Come prima cosa è opportuno dare alcune informazioni sul soggetto proponente del nostro progetto. Chi è la Film Commission? La Film Commission Regione Campania è un ente costituito dalla Regione Campania nel 2004. Operativa dalla primavera del 2005, la Film Commission Regione Campania è stata trasformata in Fondazione a gennaio 2014. La missione della Fondazione è promuovere la Campania come set ideale per la realizzazione di film, serie televisive, spot pubblicitari ed altri prodotti dell’audiovisivo, rafforzando la visibilità della straordinaria varietà di location e delle eccellenze artistiche e imprenditoriali del mondo dell’audiovisivo già esistenti sul territorio.